Norme antincendio per locali: differenze tra bar, ristoranti e locali di intrattenimento

Quando si parla di sicurezza antincendio nei locali aperti al pubblico, è fondamentale distinguere tra bar e ristoranti e locali di intrattenimento.

La classificazione dell’attività incide direttamente sugli obblighi normativi, sulla documentazione richiesta e sull’eventuale necessità di Piano di Emergenza.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia.


BAR E RISTORANTI

In linea generale:

Non sono soggetti a normativa antincendio
salvo presenza di impianti termici con potenza superiore a 116 kW
o attività con rischio specifico.

✔ La gestione della sicurezza si basa sulla
Valutazione del Rischio Incendio,
salvo il caso di attività accessorie con capienza pari o superiore a 100 persone.

✔ Musica o karaoke non modificano la classificazione del locale,
a meno che l’attività principale diventi intrattenimento
con capienza pari o superiore a 100 persone.

È quindi determinante valutare con attenzione la reale natura dell’attività svolta e la capienza effettiva dei locali.


LOCALI DI INTRATTENIMENTO

Situazione diversa per le attività in cui l’intrattenimento rappresenta l’elemento centrale.

Sono soggetti a normativa antincendio.

❗ Devono rispettare requisiti di agibilità
e specifiche valutazioni tecniche.

❗ Si applica a:

• Discoteche
• Sale da ballo
• Locali per eventi pubblici
• Attività in cui musica e spettacolo costituiscono l’attività principale

In questi casi gli obblighi sono più strutturati e richiedono verifiche tecniche approfondite.


Piano di Emergenza: quando è obbligatorio?

Il Piano di Emergenza deve essere redatto nei seguenti casi:

▪ Presenza di oltre 10 dipendenti
▪ Presenza contemporanea superiore a 50 persone
▪ Attività soggetta a normativa antincendio

♿ Il piano deve includere procedure specifiche per l’assistenza alle persone con disabilità.


Perché è importante una corretta classificazione?

Molti titolari di attività confondono musica di sottofondo con intrattenimento principale o sottovalutano il tema della capienza.

Una classificazione non corretta può comportare:

  • omissioni documentali
  • gestione incompleta delle misure di sicurezza
  • possibili contestazioni in caso di controllo

Valutare correttamente l’attività è il primo passo per garantire una gestione conforme e strutturata della sicurezza.