Incendi da batterie al litio: cosa cambia davvero con la Classe L?
Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso della cosiddetta “Classe L”, introdotta dalla norma ISO 3941:2026 per identificare gli incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio.
L’argomento ha suscitato interesse, ma anche diversi dubbi. Molti infatti si chiedono se la Classe L rappresenti una nuova classe di incendio riconosciuta dalla normativa europea.
La risposta è no.
Cos’è la Classe L
La Classe L è una classificazione descrittiva introdotta per identificare gli eventi che coinvolgono batterie al litio e i rischi associati. Il suo scopo è fornire un linguaggio tecnico comune per analizzare un fenomeno sempre più diffuso in ambito industriale, logistico e civile.
Non si tratta però di una nuova classe di fuoco ufficialmente riconosciuta dalle normative europee.
Il problema del thermal runaway
Alla base di molti incidenti che coinvolgono batterie agli ioni di litio c’è il cosiddetto “thermal runaway”, ovvero una reazione incontrollata che genera calore, gas e può provocare incendi o esplosioni.
A differenza di un incendio tradizionale, una batteria può continuare a sviluppare energia anche dopo l’intervento di spegnimento, rendendo la gestione dell’emergenza più complessa.
Per questo motivo non sempre l’estinzione delle fiamme coincide con la completa eliminazione del rischio.
Cosa dice la normativa
Attualmente le classi di incendio riconosciute in Europa restano:
- Classe A: materiali solidi;
- Classe B: liquidi infiammabili;
- Classe C: gas;
- Classe D: metalli;
- Classe F: oli e grassi.
La Classe L non fa parte di questo sistema e, di conseguenza, non esistono estintori certificati specificamente per questa classificazione.
È quindi importante prestare attenzione a eventuali comunicazioni commerciali che potrebbero generare confusione sull’effettiva certificazione dei dispositivi antincendio.
Come devono comportarsi le aziende
La crescente diffusione delle batterie al litio richiede un approccio alla sicurezza che vada oltre la semplice scelta dell’estintore.
Le aziende dovrebbero prevedere:
- una valutazione specifica del rischio;
- procedure dedicate per stoccaggio e ricarica;
- formazione del personale;
- gestione delle batterie danneggiate o coinvolte in incidenti;
- adeguati piani di emergenza.
Conclusioni
La Classe L rappresenta un importante riferimento tecnico per comprendere i rischi legati alle batterie agli ioni di litio, ma non costituisce una nuova classe di incendio riconosciuta dalla normativa europea.
Per le aziende la vera priorità non è individuare un “estintore per la Classe L”, ma sviluppare una corretta strategia di prevenzione, formazione e gestione del rischio legato alle batterie al litio.
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